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VENETI UBRIACONI? NON È DIFFAMAZIONE

(CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V. PENALE, DEL 9 GIUGNO 2016 N.24065)

E’ solo in quanto in clima…preferiale, ed a titolo personale, che mi interesso della sentenza della Corte di Cassazione, Sez. V. penale, del 9 giugno 2016 n.24065.

Il fatto è noto: intervenendo in una trasmissione radiofonica, Tizio, definì i Veneti: “Un popolo di ubriaconi ed alcolizzati”,  proseguì:  “Poveretti, non è colpa loro se nascono in Veneto”… “I Veneti sono un popolo di ubriaconi, alcolizzati atavici, i nonni, i padri, le madri”… “Poveretti i Veneti, non è colpa loro se uno nasce in quel posto, è un destino. Basta sentire l’accento Veneto: è da ubriachi, da alcolizzati, da ombretta, da vino”.

Accusato del reato di diffamazione da persone nate e vissute, “Nella suddetta regione” (cito la sentenza), Tizio veniva assolto, secondo il sequente principio di diritto: “Non integra il reato di diffamazione l’affermazione offensiva, caratterizzata da preconcetti e luoghi comuni, che non consenta l’individuazione specifica ovvero riferimenti inequivoci a circostanze e fatti di notoria conoscenza attribuibili ad un determinato individuo, giacché il soggetto passivo del reato deve essere individuabile, in termine di affidabile certezza, dalla stessa prospettazione oggettiva dell’offesa, quale si desume anche dal contesto in cui è inserita. Tale criterio non è surrogabile con intuizioni o con soggettive congetture che possano insorgere in chi, per sua scienza diretta, può essere consapevole, di fronte alla genericità di un’accusa denigratoria, di poter essere uno dei destinatari”.

Purtuttavia, fermo il rispetto per le Sentenze, i Veneti, diversamente da altri abitanti della penisola italiana, sono chiaramente, e non da oggi, oggettivamente identificabili. Cito Wikipedia (Wikipedia, l’enciclopedia libera, voce: Veneti, pagina modificata per l’ultima volta il 13 lug 2016 alle 01:52., http://it.wikipedia.org) per comodità, non intendendo certo dare più peso al caso di quanto meriti: “I Veneti… furono una popolazione indoeuropea che si stanziò nell’Italia nord-orientale dopo la metà del II millennio a.C. e sviluppò una propria originale civiltà nel corso del millennio successivo. Caso unico tra i popoli dell’epoca nell’Italia settentrionale, si può stabilire l’identità tra la popolazione e la cultura veneta, ovvero agli antichi Veneti è possibile attribuire una precisa cultura materiale e artistica sviluppatasi nel loro territorio di stanziamento, la Venezia Il processo di romanizzazione della Venetia è avvenuto in maniera graduale: Veneti e Romani furono infatti alleati a partire dal III secolo a.C.… Nel 181 a.C. la dedizione della colonia romana di Aquileia… rafforzò ulteriormente i tradizionali rapporti di collaborazione con i Romani e dopo la guerra sociale nell’89 a.C. diverse città venete ottennero lo ius Latii. Nel 49 a.C. le popolazioni del territorio ottennero la piena cittadinanza romana. In epoca augustea il territorio venne inserito nella Regio X Venetia et Histria, che ebbe come centro principale Aquileia. Sotto Diocleziano divenne provincia Venetiae et Histriae estendendo i propri limiti fino al fiume Adda©”.[1]

Sin da tempi remotissimi, ergo, i Veneti furono un popolo ben determinato, stanziato nel territorio dell’attuale Regione del Veneto, che ebbe una originale ed inequivoca cultura, che si romanizzò e visse quindi in sostanziale omogeneità sotto il dominio di Roma, poi ebbe finale, strutturale ed ontologica amalgama nel plurisecolare dominio esercitato dalla Repubblica di Venezia.

Ad abundatiam, la “Legge Regionale n. 8 del 13 aprile 2007 sulla: “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto”, che si richiama ai principi della Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie, pur non riconoscendo alcuna ufficialità giuridica all’impiego del veneto, la lingua veneta diviene oggetto di tutela e valorizzazione, quale componente essenziale dell’identità culturale, sociale, storica e civile del Veneto” (sempre Wikipedia, Wikipedia, l’enciclopedia libera, http://it.wikipedia.org ©).

Non crediamo che sia possibile, per un Italiano, non comprendere di chi si stia parlando quando ci si riferisce ai Veneti; lo stesso Tizio li colloca: “Nascono in Veneto”; il “Veneto” è una regione identificata nell’art.131 della Costituzione;  l’imputato, assolto,  ne attesta anche una omogeneità di dialetto  (quello di Goldoni, per intenderci). Laddove in sentenza di parla di: “Luoghi comuni” in qualche modo si assevera che i destinatari delle simpatiche affermazioni sono perfettamente noti, identificabili ed identificati.

La sentenza, quindi, desta francamente curiosità. Se è indubitabile che non è possibile individuare con sicurezza, per esempio, i Lombardi,  in quanto non è per loro circoscrivere un territorio omogeneo, sia per lingua, che per cultura, per storia (la “Longobardia” fu una regione dell’Alto medioevo dai confini incerti, fatti coincidere ora con l’Italia settentrionale, ora con tutta l’Italia; come “Lombardi”  vennero chiamati indistintamente gli Italiani, sempre in periodo medioevale, così come “Franchi” venivano chiamati tutti i cristiani durante le crociate, da parte dei musulmani), non così si può dire dei Veneti.

La sentenza, poi, espressamente, tiene in non cale, per esempio, la pronuncia della Cassazione Penale Sez. I del 22.11.2012, n.47894, ove si afferma integrarsi il delitto di cui agli artt.3, comma I°, L.n.654 del 1975 e 13, L. n.85 del 2006 (reati dei quali era pure accusato Tizio), per: “Frasi generalizzate, afferenti all’etnia, offensive non solo della dignità delle persone, ma altresì additive di inferiorità legate alla cultura e tradizioni di un popolo”; il: “Popolo” erano, nel caso: “Le comunità di rom e sinti”.

Francamente, ed associandomi alla giusta condanna di chi offende Rom e Sinti, sfido l’Italiano medio a comprendere la distinzione tra Rom e Sinti, a circoscriverli, descriverli,  e soprattutto mi pare che si tratti di frasi il cui destinatario sia  estremamente più generico dei “Veneti”, quelli che nascono in Veneto, secondo Tizio.

Il “tipo” del Veneto è stato poi oggetto di una vasta gamma di caratterizzazioni, nel cinema italiano: la servetta, di Goldoniana memoria, apparentemente casta, ma solo apparentemente appunto, il Carabiniere un poco tontolone nel film : “Pane, Amore e Fantasia”, i perbenisti di: “Signori e Signore”, etc…

Il fatto è che i Veneti sono sempre stati visti come una specie di corpo estraneo nella storia d’Italia.Unici, non soggiacquero al dominio straniero per secoli, sicuri sotto le ali del leone di San Marco, sviluppando la cultura veneta, l’architettura veneta (Palladio docet), la musica (Vivaldi, Albinoni, etc…) il teatro (Goldoni), la pittura (Canaletto, Tiziano, Giorgione etc…) la scultura, la letteratura (Foscolo) . La storia della Repubblica di Venezia poi è una storia onusta di gloria, di bellezza, fu una superpotenza medioevale che durò per mille anni ed ancora sarebbe durata, senza l’ intervento di Napoleone. Poi il dominio Austriaco, efficiente, ed infine il Regno d’Italia, con le sue bellezze.

1 “Veneti (lat. Venĕti, gr. Οὐένετοι o Βένετοι) Popolo italico, detto anche Paleoveneto, stanziato in età preromana nella pianura veneta e nelle zone collinari prospicienti. …Nel 4° e 3° sec. i V. strinsero rapporti più solidi con i Celti che avevano già iniziato a infiltrarsi nel loro territorio e a influenzarli con la loro cultura. L’arrivo dei Romani nel 2° sec. (data al 181 a.C. la fondazione della colonia di Aquileia), con i quali i V. in passato avevano avuto relazioni e alleanze proficue, portò a un progressivo e pacifico adeguamento ai nuovi costumi, fino all’inserimento amministrativo dei centri veneti nella struttura romana che culminò nel riconoscimento del diritto latino (89 a.C.) e nella piena cittadinanza (49 a.C.). Il territorio dei V. fece parte della Gallia Cisalpina e, nell’ordinamento augusteo, della decima regione (Venetia et Histria). La lingua venetica (o paleoveneto) apparteneva al gruppo indoeuropeo e aveva particolari affinità con l’italico e il germanico.”© (Enciclopedia “Treccani”, on line: http://www.treccani.it/enciclopedia/veneti/; il sito, ed i relativi diritti di copyright, appartengono a Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A.).

 

 

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