AMORIS LAETITIA: RIMANE IL DIVIETO ALLA COMUNIONE PER I DIVORZIATI RISPOSATI

AMORIS LAETITIA: RIMANE IL DIVIETO ALLA COMUNIONE PER I DIVORZIATI RISPOSATI

Fortemente attesa, e forse inopportunamente  caricata di  speranze da parte di certi media, è giunta la Esortazione Apostolica Postsinodale Amoris Laetitia di S.S. Papa Francesco, “Sull’amore nella famiglia”.

E’ un documento corposo che affronta numerosi temi, ma quello che concerne più specificatamente la mia professione, è la vexata quaestio sull’ammissione al Sacramento dell’ Eucarestia, la Comunione, ai divorziati risposati.

La risposta del Sommo Pontefice, quale risulta dalla lettura dell’intero documento e dei punti specifici in materia, è (e non poteva non esserlo) che NON SI POSSONO AMMETTERE I DIVORZIATI RISPOSATI ALLA CONFESSIONE PRIMA ED ALLA COMUNIONE POI, se non alle eccezionali condizioni già stabilite nella Familiaris Consortio di San Giovanni Paolo II (n. 84): se i due coniugi, risposati civilmente, instaurano  vite separate  oppure  (se ciò fosse impossibile)  vivessero comunque in castità.

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E’ una risposta pienamente in linea con la bimillenaria disciplina della Chiesa, data da Nostro Signore Gesù Cristo.

Il punto è trattato ai nn.296 e seguenti dell’Esortazione, in particolare al punto 298. La nostra (ma non solo nostra)  lettura è fondata sul costante richiamo fatto dal Pontefice   alla Familiaris Consortio ed all’espressa negazione che la Chiesa “Sostenga una doppia morale” (299). Il Santo  Padre ha richiamato i Pastori all’esercizio delle valutazioni caso per caso e del corretto discernimento pastorale, per fare sì che le persone divorziate e risposate non si sentano escluse dalla Chiesa (ed in effetti non lo sono e non lo sono mai state), possano essere accompagnate in un cammino di fede e si possano studiare quali siano le altre proibizioni, in cui attualmente possano eventualmente incorrere, superabili in quanto non costituenti impedimenti di diritto divino.

Nell’Esortazione è stato affermato che non si possono dare giudizi aprioristici su situazioni diverse.

I divorziati risposati: “Sono battezzati, sono fratelli e sorelle, lo Spirito Santo riversa in loro doni e carismi per il bene di tutti. La loro partecipazione può esprimersi in diversi servizi ecclesiali”… “Essi non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo”  (299).

Personalmente, le diverse interpretazioni date da alcuni giornali sono, oltre che inesatte, del tutto irresponsabili, giocando sulla coscienza e sulla fede delle persone.

Il testo completo è reperibile al seguente link:

AMORIS LAETITIA

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