Per fare un confronto su come sia cambiato il processo di nullità matrimoniale, propongo un confronto tra un mio articolo del 2008 ed una mia intervista sul telegiornale di una emittente locale, fatta il 30 marzo 2016.

PRIMA DELLA RIFORMA :

L’ articolo, a firma Lara Mariani,del 1 febbraio 2008,venne pubblicato su Carriere e Professioni  (n.1, Anno I°, pp.112-115), primo  numero della rivista, in cui troviamo interviste agli avvocati Alfredo Biondi, Franco Coppi  (storico difensore, fra i tanti, del defunto onorevole Giulio Andreotti), Ugo prof. Ruffolo (difensore dei consumatori),  Cesare Rimini (insigne matrimonialista) e molti altri.

Il primo punto, ormai superato, era su: ” Le Tappe del Procedimento” : in cui si affermava che le cause di nullità: “Devono passare obbligatoriamente attraverso due gradi”  ed occorrevano due sentenze favorevoli (p.113).

Oggi, e dall’8 dicembre 2015, ciò non corrisponde più alla legge della Chiesa.

E’ sufficiente, infatti, che il Tribunale Ecclesiastico di primo grado pronunci una sentenza affermativa, che dichiari cioè che il matrimonio è nullo, per chiudere il processo (salvo che qualcuno  proponga appello) secondo il nuovo Canone 1679, che si applica anche ai giudizi di nullità promossi prima della riforma, la cui sentenza sia stata pubblicata dopo l’8 settembre 2015. Anche l’appello tuttavia viene “filtrato”, e se è puramente dilatorio, cioè proposto solo per allungare i tempi, la sentenza di primo grado viene confermata.

Poi abbiamo :”Tempi e costi; all’epoca si parlava di circa due anni, salvo  ulteriore prolungamento (p.114).

Oggi, con la riforma si prevede che il processo ordinario si concluda in un anno. La novità assoluta è poi costituita dai cann.1683-1687  del codice di Diritto Canonico, che prevedono il Processo matrimoniale più breve davanti al Vescovo, laddove se la causa è proposta insieme da i coniugi, o da uno solo col consenso dell’altro, e vi siano prove inconfutabili della nullità, il processo si conclude in due mesi. Se – inoltre – il Vescovo non ritenesse provata la nullità, passerebbe il processo al Tribunale ordinario, quindi non c’è una sentenza negativa fatta dal Vescovo, ma solo un allungamento dei tempi, che rimangono comunque contenuti nella previsione di un anno. Nulla vieta che il Tribunale ordinario pronunci la nullità del matrimonio.

Per il resto,  l’articolo risponde ancora alla realtà dei processi, anche se oggi viene  dato valore di prova piena della nullità anche alla sola parola di una  Parte, se sostenuta da altri indizi e principi di prova, vengono elencate tutta una serie di circostanze che avvalorano la nullità del matrimonio, con maggiore peso rispetto a prima.

I costi, dopo otto anni (!) sono sostanzialmente rimasti immutati, salvo l’aumento di 25 (diconsi venticinque) Euro per la tassa giudiziaria (p.114). Va però fatto notare che, con la riforma,  sono sostanzialmente spariti i costi da affrontare per l’appello, che di fatto è divenuto una ipotesi residuale.

Buona lettura.  Come  me, credo proverete una sensazione di irrealtà vedendo campeggiare in prima pagina l’avvocato Niccolò  Ghedini, ancora ignaro delle future vicende del suo più famoso assistito, e l’avvocato Giulia Buongiorno “avvocato e deputato in An”.  E’ veramente cambiato tutto e sono passati solo 8 anni. (La foto di copertina è di ALBERTO CRISTOFARI/A3/CONTRASTO, copyright). Sono fatti salvi i diritti eventuali di terzi tra i quali GOLFARELLI EDITORE.E’VIETATA  LA RIPRODUZIONE E DIFFUSIONE IN QUALSIASI FORMA DELL’ARTICOLO.articolo carriere

ARTICOLO

 

 

L’INTERVISTA DEL 30 MARZO 2016 : logo_TA

Per fare un confronto, aggiungo una mia recente intervista, del 30 marzo 2016, in cui si tratta delle novità della riforma: Intervista Nullità Matrimoniale .

Portate pazienza, ma il mio intervento è verso la fine del telegiornale.

COLLECTANEA: 

Aggiungiamo, per completezza, alcuni miei articoli, sempre datati, su come si è evoluta la dinamica dei processi di nullità.

Il primo,a firma Alberto Margoni, su Verona Fedele,  è un articolo del 2 aprile 2006, esattamente dieci anni fa, ove si rilevava l’aumento delle cause di nullità matrimoniale, ma soprattutto si poneva l’accento sulla durata  dei processi, che all’epoca era di oltre tre anni nel 45% dei casi.

verona fedele 2006

L’altro, nel 17 marzo 2010, a metà strada, diciamo, a firma Azzurra Sichera, su SiciliaInfiormazioni.com, constatava ancora l’elevato numero delle cause di nullità;

SiciliaInformazioni.com

Infine, un commento all’Allocuzione del Pontefice Emerito alla Rota Romana, su Verona Fedele, del 3 febbraio 2008.

verona fedele 2009

Vale la pena di annotare, comunque, che pur mutando il procedimento, la sostanza e la natura dei processi di nullità non è cambiata.

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