Il divorzio, in caso di matrimonio contratto solo civilmente, o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, se il matrimonio è stato celebrato in forma concordataria, cioè davanti al Parroco, che riveste anche funzioni di Ufficiale di Stato Civile, è disciplinato dalla Legge 1 dicembre 1970 n. 898. La Legge 55 del 6 maggio 2015 ha introdotto il “divorzio breve” , ovvero ha accorciato i tempi di aspettativa per passare dalla separazione al divorzio. Se prima si dovevano attendere tre anni dalla data di comparizione delle Parti davanti al Presidente del Tribunale per iniziare la causa di divorzio, oggi nel caso di separazione giudiziale devono trascorrere dodici mesi dall’udienza presidenziale o sei mesi nei casi di separazione consensuale, di sei mesi dalla data certificata della negoziazione assistita o dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione concluso innanzi all’ufficiale di stato civile.

Ciò premesso, la disciplina del divorzio (chiamiamo così entrambe le ipotesi) vede anch’essa nuove possibilità.


Oltre infatti alla via giudiziale, in caso di mancato accordo tra i coniugi, o alla strada del divorzio congiunto chiesto sempre in via giudiziale, nel caso in cui il divorzio venga chiesto  per intervenuta separazione personale dei coniugi, si può fare ricorso alla negoziazione assistita o alla procedura dinnanzi all’ufficiale di stato civile, come sopra descritta.

La procedura giudiziale del divorzio, in via contenziosa, cioè senza accordo tra i coniugi, si propone con ricorso al Tribunale competente. Il Presidente del Tribunale fissa udienza di comparizione dei coniugi avanti a sé per tentare la conciliazione o, in mancanza di essa, per dare i provvedimenti opportuni ed urgenti in materia di mantenimento del coniuge e della prole. Anche qui segue poi la fase istruttoria della causa, davanti al Giudice nominato dal Presidente e la causa si conclude con sentenza.

In caso di domanda congiunta di divorzio, i due coniugi presentano ricorso al Tribunale competente, dove disciplinano le condizioni del divorzio, viene ugualmente fissata udienza presidenziale per tentare la conciliazione, e se ciò non avviene il Presidente manda la causa in decisione, per il recepimento in sentenza degli accordi tra coniugi, se conformi alla legge, ed all’interesse della prole, previo parere del Pubblico Ministero. Viene quindi emessa sentenza.


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