Divorzio Extracomunitari: legge italiana; Mediazione ed opposizione a decreto ingiuntivo

 

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La legge italiana si applica, per il divorzio, anche ai cittadini extracomunitari purché almeno uno sia residente abitualmente in Italia. Lo afferma una sentenza del Tribunale di Mantova del 24 febbraio 2016.

MEDIAZIONI E DECRETO INGIUNTIVO

L’Italia è il Paese dei molti campanili e di moltissimi tribunali.

In materia di opposizione a decreto ingiuntivo, laddove il procedimento di mediazione sia condizione di procedibilità, si dibatte su chi sia onerato dell’obbligo di procedere ad instaurare il procedimento di mediazione, ovvero se sia l’opponente o l’opposto.

Il Tribunale di Nola, con sentenza del 3 marzo 2016, sostiene che è onere dell’opponente attivarsi per il procedimento di mediazione. Se non lo fa, viene dichiara improcedibile l’opposizione e confermato il decreto ingiuntivo opposto. La conclusione si basa anche sulla sentenza della Cassazione pubblicata il 3 dicembre 2015 n.24629, che si è espressa in questo senso.

Il Tribunale di Verona, con sentenza del 31 marzo 2016, si allinea alla Giurisprudenza della Cassazione e riafferma il principio che l’onere di introdurre domanda di mediazione tocca all’opponente, a pena di conferma del decreto opposto.

Il Tribunale di Firenze, con sentenza del 9 marzo 2016, n.990, contesta apertamente le conclusioni della Cassazione, sostiene che è  il creditore opposto a dover iniziare il procedimento di mediazione e che, in difetto, viene revocato il decreto ingiuntivo. Nel caso di specie, il procedimento di mediazione era stato attivato ed al primo incontro (ex art. 8 n.1 D.lvo 28/2010) le Parti avevano dichiarato “di non voler dare avvio alla procedura”.  Secondo i Giudici fiorentini, quindi, la mediazione non sarebbe stata nemmeno esperita.  Con ciò quindi, par di capire, non solo chi ha già ottenuto un decreto ingiuntivo, fornendo gli elementi alla base del credito, e sopportando le relative spese, deve attivarsi per il procedimento di mediazione, ma il procedimento non inizia con la domanda, secondo il Tribunale di Firenze, ma con il passaggio alla procedura di mediazione, nonostante la comune ed espressa volontà delle Parti di non procedere oltre il primo incontro. Quindi se le parti concordano sulla prosecuzione, e a questo punto l’opposto deve pregare che l’altra parte sia d’accordo, l’opposto, il quale è almeno fino a quel momento un creditore che ha fornito prova – sia pure documentale – del credito, ha pagato l’imposta di registro del decreto ingiuntivo e tutte le spese ed onorari,  deve pagare ancora la sua parte di indennità di mediazione; se la controparte, il presunto debitore,  si dirà indisponibile alla prosecuzione ci si chiede cosa avverrà.

 

 

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