Il matrimonio è un Sacramento i cui ministri sono gli sposi con l’assistenza di un sacerdote. Per la Chiesa il matrimonio è un’ intima comunità di vita e amore (GS 48) per sua natura indissolubile, fedele e aperta alla procreazione. L’atto che costituisce il matrimonio è il consenso degli sposi, consenso che deve essere libero e consapevole (can.1057). Premesse queste elementari cognizioni, il matrimonio può essere nullo per molteplici cause, alcune delle quali immediatamente intuibili, altre meno. E’ chiaro che, se immaginiamo il matrimonio come un contratto, per quanto odiosa possa essere questa similitudine, esso può esser nullo o perché non si sono accettati alcuni degli obblighi che esso comporta (indissolubilità, fedeltà, prole) o perché non si era in grado di comprenderne la portata, o perché – pur rendendosi astrattamente conto della natura e della portata degli obblighi fondamentali del contratto – una parte (o entrambe) non era in grado, per motivi psicologici, di assumere concretamente quegli stessi obblighi che conosceva e che accettava. Dato poi che il consenso deve essere libero e consapevole, tutto ciò che impedisce tale libertà (la violenza, il timore) o tale coscienza (l’errore, il dolo) hanno efficace invalidante del consenso. La Chiesa, sempre rispettosa dei diritti degli sposi, valuta le coazioni della libertà che provengono sia dall’esterno che dall’ interno dell’animo dei contraenti. Particolare attenzione quindi viene rivolta alle tematiche psicologiche, previste nel can.1095, per valutare la capacità a contrarre matrimonio.

Infine, per il matrimonio, stante la sua natura di atto pubblico e non meramente privato, sono previste formalità particolari il cui mancato rispetto può portare alla nullità (can.1108). Questi, in una sintesi vergognosamente imprecisa ed imperfetta, alcuni motivi di nullità del matrimonio. Ad essi si aggiungono altri motivi specifici (gli impedimenti) quali per esempio l’età, la consanguineità, il vincolo di precedente matrimonio, il ratto, il crimen, il voto pubblico e perpetuo di castità, il sacerdozio, l’impotenza, la publica honestas elencati e disciplinati dai cann.1083-1094. Chi ha letto i Promessi Sposi ricorderà l’elenco, in latino, degli impedimenti che don Abbondio fa a Renzo Tramaglino per dissuaderlo dallo sposare Lucia Mondella.

Qui tuttavia mi fermo. A mio giudizio infatti la materia è così delicata da imporre una precisa scelta: O si fa una esposizione precisa e quanto più possibile esaustiva del diritto matrimoniale canonico, sia sotto l’aspetto sostanziale che sotto l’aspetto processuale (l’importanza della giurisprudenza rotale è infatti fondamentale) oppure si deve valutare ogni caso come un caso a sé stante.

Ogni matrimonio ha una sua propria storia, ogni persona è unica e irripetibile, così come uniche sono le vicende personali e familiari, le esperienze sentimentali, sociali e lavorative di ciascuna delle parti interessate al matrimonio. Il diritto canonico è estremamente complesso, e credo che quindi solo un esame specifico del singolo matrimonio con l’aiuto di un esperto possa essere utile. Trovo inutile e forse dannoso, in questa sede, un elenco sterile dei singoli motivi di nullità, anche perché si rischia o di illudere le persone o di indurle comunque in errore sulla possibile nullità o sulla possibile validità del loro matrimonio. Per fare un esempio banale, è opinione comune che il non volere figli nel matrimonio sia causa di nullità. Detto questo in realtà non abbiamo fornito alcuna utile indicazione. Occorre infatti indagare sulla portata di tale intenzione, su quale fossero i reali convincimenti e i desideri della parte che dice di non aver voluto figli. Poi occorrerebbe spiegare in quale modo si debba provare questa volontà. E’ intuitivo che questa analisi può essere fatta solo interrogando personalmente la persona che non avrebbe voluto i figli, e che l’esposizione dettagliata degli elementi di diritto e di fatto che regolano questo capo di nullità potrebbe influenzare, anche inconsciamente, il lettore ed inquinare poi i successivi necessari colloqui. Chi ha dei dubbi sulla eventuale nullità del proprio matrimonio dovrebbe, sempre a mio giudizio, dapprima rivolgersi ad un sacerdote per un primo esame, poi fare i passi opportuni e necessari per approfondire, con un aiuto professionale qualificato, l’argomento.


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