Tribunali Ecclesiastici – I capi di nullità

Tribunali Ecclesiastici – I capi di nullità

Per i Tribunali Ecclesiastici, è stata abrogata la precedente normativa che prevedeva, per l’Italia, i Tribunali Ecclesiastici Regionali, appunto relativi a ciascuna regione d’Italia (il Tribunale Ecclesiastico Regionale Triveneto comprendeva Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia). Si attende la riforma, che potrebbe vedere ciascun Vescovo istituire un proprio Tribunale per la sua Diocesi o più Vescovi associarsi per un unico Tribunale per le rispettive Diocesi (la diocesi di norma coincide con la provincia italiana, ma non sempre). Comunque in attesa della riforma, ci si continua a rivolgere al Tribunale Ecclesiastico Regionale di riferimento precedente.

I capi di nullità, ovvero i motivi per cui si può chiedere la nullità di matrimonio sono di tre tipi : impedimenti matrimoniali; vizi del consenso; vizi di forma.

Gli impedimenti sono:

Età inferiore a quella richiesta per sposarsi (16 uomo 14 donna); Impotenza copulativa (non la sterilità) ;Vincolo di precedente matrimonio; Ordinazione sacra ; Voto pubblico perpetuo di castità;  Rapimento (l’impedimento è fra la donna ed il suo rapitore); Crimine (impedimento fra un soggetto e l’assassino del coniuge); Consanguineità (es.padre – figlia) ; Affinità (suocero- nuora); Pubblica onestà; Parentela in linea collaterale

I vizi del consenso sono:

Incapacità per cause psichiche (difetto uso di ragione; grave difetto di discrezione di giudizio; incapacità ad assumere gli obblighi essenziali del matrimonio); ignoranza sull’essenza del matrimonio; errore su una qualità della persona; dolo. Un particolare caso è la simulazione o esclusione: uno (o tutti e due i coniugi) escludono o di restare sposati per sempre (esclusione dell’indissolubilità), oppure di avere figli nel matrimonio (esclusione della  prole) oppure di essere fedeli al coniuge  (esclusione della fedeltà)  o anche del bonum coniugum (esclude di voler costituire una comunità di vita ed amore coniugale). Infine vi sono la condizione futura  e  la  violenza o timore, per cui uno sia stato costretto a sposarsi.

I vizi di forma:

consistono nella mancanza di una valida celebrazione; il matrimonio infatti  è valido solamente se contratto dai coniugi davanti all’Ordinario del luogo, il   Parroco, oppure il sacerdote o diacono delegati da uno di essi, con la presenza di  due testimoni.


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