UNIONI CIVILI TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO: la Legge n.76 del 20.05.2016 pubb.in Gazzetta Ufficiale 21.05.2016 n.118

Come ampiamente riportato dai media, l’11 maggio 2016 è stato approvato il testo definitivo della Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze. Successivamente  è  stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 76 del 2016.

registro-unioni-civili

La più significativa novità è costituita dalla creazione di tre tipi di istituti volti a creare in sede civile  una formazione sociale degna di tutela ed anche se useremo il termine”famiglia”, lo faremo  per praticità,  in quanto famiglia, per la Costituzione, è l’istituto naturale fondato sul matrimonio, tra un uomo ed una donna. Avremo quindi :

A) Il matrimonio: l’unione, consacrata in un atto pubblico davanti ad un ufficiale di stato civile,con due testimoni,   tra un uomo ed una donna, che comporta gli obblighi di convivenza stabile, aiuto reciproco coniugale, fedeltà.

B) Unione civile: un accordo, sempre di fronte all’ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni, tra due persone dello stesso sesso, uniti da legami stabili di affetto, che si impegnano alla reciproca assistenza morale e materiale, la coabitazione, la contribuzione ai bisogni condivisi ed il mantenimento in caso di scioglimento del rapporto.

C) Convivenza: due persone maggiorenni, anche di sesso diverso, le quali decidono di convivere, unite da stabili legami affettivi, tra le quali non intercorrono rapporti di parentela, affinità, adozione, derivanti da matrimonio o da unione civile.

Matrimonio ed unione civile attribuiscono alla persona uno “status familiae”, rispettivamente di “coniugato” (nel matrimonio) e di “unito civilmente” ovviamente nell’unione civile.

UNIONI CIVILI

Obblighi

a)Reciproca assistenza morale e materiale, la coabitazione, la contribuzione ai bisogni condivisi ed il mantenimento in caso di scioglimento del rapporto.

b) diritto a succedere in caso di decesso, e – per il cittadino straniero – il diritto al ricongiungimento familiare e la cittadinanza italiana.

Regime patrimoniale

Salva diversa convenzione matrimoniale, il regime è quello della comunione dei beni, regolamentato come per il matrimonio.

Diritti successori

Identici a quelli finora spettanti al coniuge superstite.

Scioglimento

Oltre al caso di morte, lo scioglimento può avvenire quando le parti, anche disgiuntamente, abbiano reso manifesta dichiarazione di volontà in tal senso davanti all’ufficiale di stato civile. Decorsi tre mesi, la domanda di scioglimento può essere proposta. Quindi non c’è il previo passaggio della fase di separazione, come avviene per il matrimonio.

Lo scioglimento dell’unione civile avviene anche in caso di passaggio in giudicato della sentenza di rettificazione di sesso di uno dei due contraenti.

La disciplina, in caso di scioglimento, è quella prevista per il divorzio, ovvero la legge 898/1970.

Matrimonio ed Unioni civili

In costanza di matrimonio, in caso di passaggio in giudicato della sentenza di rettificazione di sesso di uno dei due contraenti,se c’è la volontà di mantenere intatto il vincolo, il matrimonio si trasforma in unione civile.

CONVIVENZE DI FATTO

Diritti ed obblighi

Gli stessi previsti per i coniugi dall’ordinamento penitenziario. In caso di malattia o ricovero, il convivente ha diritto di visita ed assistenza del malato, nonché di accedere alle informazioni personali dello stesso, secondo la normativa delle strutture ospedaliere o di assistenza, allo stesso modo dei coniugi.

Il convivente può nominare l’altro suo rappresentante con pieni poteri, o limitati, in caso di malattia, che comporti incapacità di intendere e volere, per le decisioni in materia di salute; in caso di morte per  le decisioni sulla donazione di organi, modalità di trattamento del corpo e celebrazioni funerarie.

“Il convivente di fatto puo’ essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno, qualora l’altra parte sia dichiarata interdetta o inabilitata ai sensi delle norme vigenti ovvero ricorrano i presupposti di cui all’articolo 404 del codice civile”.

In caso di morte del convivente, il convivente di fatto superstite ha diritto a continuare ad abitare nella casa del primo per due anni, o per un periodo pari alla convivenza se a convivenza è durata per più di due anni, comunque non oltre i cinque anni. Se nella casa coabitano i figli minori o disabili del convivente superstite, il medesimo ha il diritto ad abitare nella casa della convivenza per un periodo non inferiore a tre anni.

Il diritto di coabitazione  “Viene meno nel caso in cui il convivente superstite cessi di abitare stabilmente nella casa di
comune residenza o in caso di matrimonio, di unione civile o di nuova convivenza di fatto.  Nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facoltà’ di succedergli nel contratto.  Nel caso in cui l’appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo o causa di preferenza nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, di tale titolo o causa di preferenza possono godere, a parita’ di condizioni, i conviventi di fatto”.

Risarcimento del danno 

“In caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell’individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applicano i medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite”.

IL CONTRATTO DI CONVIVENZA

“50. I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza 51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua
risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullità’, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformità’ alle norme imperative e all’ordine pubblico”. Le stesse formalità debbono essere adottate anche per lo scioglimento volontario del contratto.

Phone: tel. 045-8105028, cell. 339-3269166
Fax: fax. 045-8196100
Verona
Via Pietro Sgulmero